Appello Giovani - Scongiurata la mancata attivazione dei corsi di abilitazione per l’insegnamento
Le università presentino numeri congrui per l’attivazione di corsi in numero ragionevole di aspiranti Una lettera per sollecitare le università a mobilitarsi. Dopo l’accordo sancito sabato tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, l’onorevole Maurizio Lupi (Pdl) e i rappresentanti di appellogiovani.it - che ha scongiurato la mancata attivazione dei corsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado -, i promotori dell’appello indirizzano una lettera ai rettori.
“Il ministero - scrivono i firmatari - ha affidato alle università un ruolo di primo piano nella determinazione del numero di posti disponibili per i nuovi tirocini formativi attivi (tfa) e ha dato così ai nostri atenei una grande occasione per promuovere il futuro dei giovani che stanno formando”. La missiva fa riferimento alla mobilitazione seguita all’appello online “sottoscritto da importanti personalità del mondo accademico e non”, firmato da quasi 15.000 persone, tra le quali tantissimi rettori, presidi, docenti e studenti, in soli quattro giorni.
È ora necessario, evidenziano i promotori, “che le università presentino numeri congrui che consentano l’attivazione di corsi in un numero ragionevole di aspiranti per evitare quelle gravi conseguenze che abbiamo denunciato nell’appello in difesa delle nuove generazioni (www.appellogiovani.it)”.
Gravi conseguenze che coinciderebbero, per i giovani neolaureati, con la preclusione dell’insegnamento anche per diversi anni. Ai rettori, i firmatari della lettera aggiungono di rendersi “disponibili per collaborare in questo importante compito”.
Intanto, Fabrizio Foschi, presidente dell’Associazione insegnanti “Didattica e innovazione scolastica”, si dice soddisfatto del recente accordo raggiunto tra i promotori di appellogiovani.it e il ministro Gelmini sull’attivazione dei corsi di abilitazione. Non solo e non tanto perché il tetto dei posti di tfa è stato alzato di 3.000 unità, ma soprattutto per il confronto aperto con il mondo universitario: “Si tratta di una battaglia culturale - commenta Foschi, che è stato tra i primi firmatari dell’appello - ; limitare pesantemente l’accesso all’abilitazione significava confondere idoneità all’insegnamento con assunzione. Prospettiva inaccettabile, che non valorizza il merito del docente. E che, per giunta, mette in difficoltà gli insegnanti della scuola paritaria non ancora abilitati”.
Sulla battaglia promossa da appellogiovani.it, interviene anche il presidente di Compagni delle Opere, Bernhard Scholz: “In un contesto culturale e politico dove il futuro delle giovani generazioni viene troppo spesso censurato - dichiara - l’appello ha dimostrato che si può cominciare a invertire la tendenza. Il dialogo avvenuto a Palazzo Chigi è un segno che è possibile creare condizioni più favorevoli per chi si appresta a costruire la società di domani. È un segnale di una maggior attenzione ai giovani e alla loro volontà di assumersi una responsabilità sociale e professionale”.
Proprio in seguito alle decisioni scaturite sabato, il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), ha non solo incrementato di 3.000 unità il numero di posti per i tirocini formativi attivi transitori - che si aggiungono ai 10.285 già decisi dallo stesso dicastero - ma ha stabilito anche che la definizione dei posti “che saranno assegnati, risulteranno dall’incrocio tra quelli pubblicati dal Miur e l’offerta formativa formulata dalle università. Il ministero diramerà una nota ai direttori degli uffici scolastici regionali e una nota alle università, incoraggiandole a presentare piani formativi sulla base delle loro capacità di offerta”.
Entro il 7 ottobre gli atenei dovranno far pervenire un piano formativo sulla base della loro capacità di offerta.
Sabato, il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), ha non solo incrementato di 3.000 unità il numero di posti per i tirocini formativi attivi transitori - che si aggiungono ai 10.285 già decisi dallo stesso dicastero - ma ha stabilito anche che la definizione dei posti “che saranno assegnati, risulteranno dall’incrocio tra quelli pubblicati dal Miur e l’offerta formativa formulata dalle università. Il ministero diramerà una nota ai direttori degli uffici scolastici regionali e una nota alle università, incoraggiandole a presentare piani formativi sulla base delle loro capacità di offerta”.
Entro il 7 ottobre gli atenei dovranno far pervenire un piano formativo sulla base della loro capacità di offerta.
