Liberare le scuole, manifesto per la libertà di educazione

Liberare le scuole è un'opzione non più rinviabile.

L’esperienza della scuola vissuta durante la forzata chiusura a causa del Covid-19, ha reso ancora più evidenti per tutti alcune questioni sulle quali non è più possibile tacere e che indicano con chiarezza una strada da percorrere per il nostro sistema di istruzione.

Il primo e più importante aspetto da sottolineare è che insegnanti, dirigenti, gestori, studenti e famiglie, quando possono concentrarsi in autonomia sullo scopo per cui la scuola nasce, sono in grado di imprimere una spinta innovativa e creativa all’organizzazione didattica, educativa e gestionale delle scuole italiane. Pure in mezzo a grandi difficoltà, abbiamo visto e ascoltato innumerevoli esempi di ciò che la scuola è e può essere. Nell’imprevedibilità della situazione, le scuole paritarie hanno offerto il loro significativo contributo: hanno preso molte decisioni a livello organizzativo, hanno messo in campo creatività e assunzione di responsabilità. L’avvio del prossimo anno scolastico non potrà non far tesoro di quanto si è visto accadere; l’offerta delle scuole paritarie nel nostro paese è un bene prezioso e deve essere valorizzato e sostenuto. (Marco Masi, Presidente Cdo Opere Educative)

Il secondo aspetto, anch’esso di grande importanza, è che la nuova situazione ha reso ancora più evidenti i limiti dovuti alle già note rigidità strutturali, ai troppi lacci burocratici e alle conseguenti difficoltà (e timori) nell’assumersi quelle responsabilità che invece sono necessarie e inevitabili per conseguire lo scopo per cui ogni istituzione scolastica esiste: accompagnare il ragazzo nella sua crescita, nel prendere coscienza di sé e del mondo e sostenerlo nell’imparare. “Auspico che, in una scuola autenticamente liberata, il responsabile della direzione possa ritornare alla sua propria funzione di promotore e coordinatore dell’attuazione della proposta formativa, valorizzando l’apporto dei vari soggetti educativi del proprio Istituto (docenti, personale, famiglie) e del contesto in cui opera la scuola” (Ezio Delfino, Presidente Disal).

Partendo da tali evidenze, le associazioni Cdo Opere Educative, Diesse e Disal hanno voluto stilare un “manifesto” comune – LIBERARE LE SCUOLE – col quale intendono formulare alcune proposte che possano segnare un riferimento per l’avvio di una rivisitazione delle norme scolastiche a sostegno di una autentica libertà di educazione ed in vista di un rilancio del sistema della scuola pubblica, in particolare di quella paritaria.
Il Manifesto “Liberare le scuole”, che può essere letto integralmente sul sito delle rispettive associazioni, vuole essere un contributo di riflessioni e di proposte perché la scuola italiana possa tornare a crescere, educare, collaborare fattivamente al bene delle nuove generazioni e della società intera.

“Si tratta di recuperare la dimensione di ricerca e sperimentazione didattica, proprie dell'autonomia scolastica, per superare la riduzione impiegatizia del mestiere dell'insegnante e valorizzare invece quella responsabilità e creatività, quella cura dei ragazzi, così importanti specie in situazioni difficili come quella che stiamo attraversando” (Carlo Di Michele, Presidente Diesse).


Liberare le scuole è oggi un’urgenza non più rinviabile e un modello cui ispirare un moderno sistemo scolastico perché è nell’esperienza di una libertà vissuta e riconosciuta che fiorisce il desiderio di educazione, e l’educazione è possibile solo dove esistono spazi di libertà.

Manifesto Liberare le scuole